Come cancellare un protesto

Nell’articolo che segue cercheremo di capire come cancellare un protesto.

Ovviamente prima di arrivare a chiarire questo dobbiamo farci un’altra domanda: cosa è un protesto?

Il protesto è l’atto pubblico con cui l’Ufficiale Giudiziario constata la mancata accettazione o il mancato pagamento di un titolo di credito:  vaglia, cambiale, assegno.

Si arriva all’emissione di un protesto quando non si riesce ad onorare il pagamento di un titolo di credito, cioé di:

  • un vaglia cambiario, con una promessa di pagamento;
  • una cambiale tratta, con un ordine di pagamento;
  • un assegno bancario, circolare o postale.
Come cancellare un protesto

Come cancellare un protesto: Procedura di cancellazione di un protesto

  • Se si tratta di una cambiale o di un vaglia cambiario. Il debitore, che entro un anno dal protesto abbia eseguito il pagamento, può chiedere la cancellazione depositando richiesta formale indirizzata al Presidente della Camera di Commercio territorialmente competente (quella avente sede nella provincia in cui sono stati messi in atto i protesti) presso l’ufficio protesti. In caso di rifiuto può ricorrere al Giudice di Pace. Se il pagamento viene effettuato oltre i 12 mesi si potrà ottenere la cancellazione solo con la riabilitazione, cioé la richiesta al Presidente del Tribunale della provincia di residenza. Ottenuto il provvedimento di riabilitazione, il debitore avrà diritto alla cancellazione.
  • Se si tratta di un assegno dopo il pagamento dello stesso,se il soggetto non ha subito altri protesti,  otterrà la riabilitazione solo trascorso 1 anno dal giorno della levata del protesto. Potrà quindi chiedere la riabilitazione al Presidente del Tribunale della provincia di residenza e, una volta ottenuto il provvedimento, dovrà presentare all’ufficio protesti istanza per ottenere la cancellazione dal registro informatico protesti. Il mancato pagamento di un assegno comporta anche le sanzioni amministrative previste dalla legge 386/1990 e sarà segnalato alla Centrale di Allarme Interbancaria.

Come cancellare un protesto: Costi di cancellazione di un protesto

Tutte le richieste di cancellazioni richiedono il pagamento di una somma dovuta alla Camera di Commercio, da pagarsi secondo le modalità stabilite dall’ente stesso.

Come cancellare un protesto: Tempi di cancellazione di un protesto

Il nostro ordinamento giuridico prevede che dopo 5 anni la cancellazione del protesto avvenga in modo automatico, anche se il debito non è stato estinto. Ovviamente la cancellazione non solleva il debitore dal pagamento del debito contratto e non lo tutela, quindi, da eventuali azioni avviate dal creditore al fine di ottenere il pagamento del debito stesso.

Come sapere se sono protestato? Come sapere se una persona è protestata?

È necessario richiedere una visura protesti online.

Come cancellare un protesto: Cosa è una visura protesti?

Sul nostro portale ivisura è disponibile il servizio di visura protesti. Potete richiedere la visura protesti online e tutti gli altri documenti e visure disponibili nella banca dati della Camera di Commercio, Conservatoria, Catasto e Pra.

La visura protesti in Camera di Commercio è il documento con l’elenco dei protesti, cioé i mancati pagamenti di titoli di credito (es. assegni, cambiali e vaglia cambiari), a carico di un soggetto, una persona fisica o un’azienda, registrati negli ultimi 5 anni presso i registri della Camera di Commercio. Nella visura viene indicato il tipo di effetto, l’importo, la data di apertura, la data di scadenza, il luogo di apertura, la Camera di Commercio a cui è iscritta la persona o l’azienda, il numero di repertorio ed il motivo del mancato pagamento. Il servizio comprende lo sviluppo ed il rilascio di massimo 10 dettagli protesti.

*La visura protesti non riporta il mancato pagamento della rata di un mutuo o di una rata di un finanziamento. Quindi un “protestato” non è un “cattivo pagatore”, cioé un soggetto che è iscritto nella cosiddetta “centrale rischi”.

Ricerca

La visura protesti può essere richiesta:

  • su una azienda;
  • su una persona fisica.

Dati da fornire

Per eseguire la ricerca è necessario indicare:

  • la ragione sociale/partita iva/codice fiscale o, se si tratta di una persona fisica il nome, cognome o il codice fiscale (dati necessari);
  • il Comune e la Provincia presso la quale effettuare la ricerca (dati accessori).

Dunque: quali conseguenze ha un protesto? Cosa succede se sono protestato?

Una volta emesso il protesto viene trasmesso al Presidente della Camera di Commercio competente per territorio il giorno successivo alla fine di ogni mese. La pubblicazione nell’Elenco Ufficiale dei Protesti ha luogo nei 10 giorni successivi. Il soggetto protestato deve essere avvisato dell’emissione del protesto.

*La visura protesti non riporta il mancato pagamento della rata di un mutuo o di una rata di un finanziamento. Quindi un “protestato” non è un “cattivo pagatore”, cioé un soggetto che è iscritto nella cosiddetta “centrale rischi”. 

Le conseguenze scaturite da una levata di protesto sono di carattere civile e amministrativo, ma non di carattere penale.

Il mancato pagamento, e conseguente denuncia da parte del creditore, hanno effetti dell’inadempimento, che comportano:

  • iscrizione nel registro dei protesti;
  • l’esecuzione forzata;
  • il pignoramento dei beni materiali del protestato;
  • la costituzione in mora.

La possibilità di recuperare denaro da parte del inscrizione nel registro dei protestiinscrizione nel registro dei protesticreditore è legata alla situazione patrimoniale dell’individuo protestato, sono pignorabili:

  • beni mobili;
  • beni immobili;
  • pensione;
  • stipendio;
  • conto corrente.

Per quanto riguarda la sfera amministrativa, l’emissione di assegno bancario o postale, senza provvista, può comportare una sanzione pecuniaria da 516 a 3.098 euro. Per gli assegni di importo superiore a 10.329 euro, o di violazioni reiterate, la multa pecuniaria va da un minimo di 1.032 a 6.197 euro.

Le sanzioni amministrative vengono applicate nel caso in cui il debitore, entro sessanta giorni dalla scadenza del termine di presentazione, non ottemperi al pagamento del titolo di credito, degli interessi, della penale (che ammonta al 10% della somma dovuta e non pagata) e delle relative spese per il protesto. L’inosservanza delle suddette sanzioni amministrative può esser punita con la reclusione.
Inoltre conseguono alla levata del protesto le seguneti conseguenze:

  • difficoltà ad ottenere finanziamenti, per la diminuzione del merito creditizio;
  • revoca di sistema, che comporta il divieto di emettere assegni nei seguenti sei mesi. Tale sanzione è superata se il debitore riesce ad effettuare il pagamento, per cui è stato levato, entro sessanta giorni rispetto alla scadenza del termine di presentazione dell’assegno.

Per avere una indagine più approfondita in merito all’affidabilità di un soggetto con il quale si stanno per intraprendere dei rapporti commerciali si può richiedere la visura pregiudizievoli, in questo caso si conosceranno anche ventuali eventi pregiudizievoli registrati in Tribunale ed in Conservatoria dei Registri Immobiliari. Potete richiedere anche la visura procedure in corso, per sapere se una società ha un fallimento o altre procedure concorsuali in essere.

Per approfondire l’argomento potete leggere la nostra guida: come Sapere se un soggetto ha protesti o mancati pagamenti.

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