Cerchiamo di capire come sapere se sono protestato, cosa è un protesto e cosa comporta.

Come sapere se sono protestato? Cosa è esattamente un protesto e quali conseguenze ha?

Cosa è un protesto.

Quando si utilizza come metodo di pagamento un titolo di credito:

  • un vaglia cambiario con una promessa di pagamento
  • una cambiale tratta con un ordine di pagamento
  • un assegno bancario, circolare o postale

di cui non si riesce ad onorare il pagamentoconsegue il protesto

Costituisce l’atto pubblico con cui l’Ufficiale Giudiziario constata la mancata accettazione o il mancato pagamento del titolo di credito:  vaglia, cambiale, assegno 

Quindi cosa succede se sono stato protestato? Una volta emesso il protesto questo viene trasmesso al Presidente della Camera di Commercio competente per territorio il giorno successivo alla fine di ogni mese. La pubblicazione nell’Elenco Ufficiale dei Protesti ha luogo nei 10 giorni successivi. Il soggetto protestato deve essere avvisato dell’emissione del protesto

Cancellazione di un protesto

A questo punto come cancellare un protesto?

  • Se si tratta di una cambiale o di un vaglia cambiario il debitore, che entro un anno dal protesto abbia eseguito il pagamento può chiedere la cancellazione depositando richiesta formale indirizzata al Presidente della Camera di Commercio territorialmente competente (quella avente sede nella provincia in cui sono stati messi in atto i protesti) presso l’ufficio protesti. In caso di rifiuto può ricorrere al Giudice di Pace. Se il pagamento viene effettuato oltre i 12 mesi si potrà ottenere la cancellazione solo con la riabilitazione, cioé la richiesta al Presidente del Tribunale della provincia di residenza. Ottenuto il provvedimento di riabilitazione, il debitore avrà diritto alla cancellazione.
  • Se si tratta di un assegno dopo il pagamento dello stesso, se il soggetto non ha subito altri protesti,  otterrà la riabilitazione solo trascorso 1 anno dal giorno della levata del protesto. Potrà quindi chiedere la riabilitazione al Presidente del Tribunale della provincia di residenza e, una volta ottenuto il provvedimento, dovrà presentare all’ufficio protesti istanza per ottenere la cancellazione dal registro informatico protesti. Il mancato pagamento di un assegno comporta anche le sanzioni amministrative previste dalla legge 386/1990 e sarà segnalato alla Centrale di Allarme Interbancaria.

Costi della cancellazione

Tutte le richieste di cancellazioni richiedono il pagamento di una somma dovuta alla Camera di Commercio, da pagarsi secondo le modalità stabilite dall’ente stesso.

Tempi

Il nostro ordinamento giuridico prevede che dopo 5 anni la cancellazione del protesto avvenga in modo automatico, anche se il debito non è stato estinto. Ovviamente la cancellazione non solleva il debitore dal pagamento del debito contratto e non lo tutela, quindi, da eventuali azioni avviate dal creditore al fine di ottenere il pagamento del debito stesso.

Date queste premesse per rispondere alla domanda iniziale Come sapere se sono protestato? oppure alla domanda Come sapere se una persona è protestata? (quindi verificarne l’affidabilità e la solvibilità economica) dovete richiedere una visura protesti. Sul nostro portale ivisura potreste richiedere la visura protesta e tutti gli altri documenti e visure disponibili nella banca dati della Camera di Commercio, Conservatoria, Catasto e Pra.

La visura protesti è il documento con l’elenco dei protesti, cioé i mancati pagamenti di titoli di credito (es. assegni, cambiali e vaglia cambiari), a carico di un soggetto, una persona fisica o un’azienda, registrati negli ultimi 5 anni presso i registri della Camera di Commercio. Nella visura viene indicato il tipo di effetto, l’importo, la data di apertura, la data di scadenza, il luogo di apertura, la Camera di Commercio a cui è iscritta la persona o l’azienda, il numero di repertorio ed il motivo del mancato pagamento. Il servizio comprende lo sviluppo ed il rilascio di massimo 10 dettagli protesti. La visura protesti non riporta il mancato pagamento della rata di un mutuo o di una rata di un finanziamento. Quindi un “protestato” non è un “cattivo pagatore”, cioé un soggetto che è iscritto nella cosiddetta “centrale rischi”.

 Ricerca

La visura protesti può essere richiesta:

  • su una azienda;
  • su una persona fisica.

 Dati da fornire

Per eseguire la ricerca è necessario indicare:

  • la ragione sociale/partita iva/codice fiscale o, se si tratta di una persona fisica il nome, cognome o il codice fiscale (dati necessari);
  • il Comune e la Provincia presso la quale effettuare la ricerca (dati accessori).

 Opzioni

E’ possibile richiedere:

  • la consegna standard, entro 2 ore lavorative;
  • la consegna urgente, entro 30 minuti lavorativi.

 I nostri consigli

E’ possibile richiedere, ad un prezzo agevolato, la visura protesti e la visura pregiudizievoli.

 Informazioni aggiuntive

Il costo del servizio è di € 7,30, comprensivo della ricerca e della fornitura della visura (che verrà recapitata via e-mail con un file pdf oppure via fax), il costo include i tributi, i diritti erariali e le spese varie. L’importo indicato è dovuto anche in caso di esito negativo delle ricerche.

La consegna del documento è prevista entro 2 ore lavorative dalla richiesta, con i seguenti orari: LUN-VEN 9,00-19,00 SAB 9,00-13,00, le richieste fuori orario saranno evase alla riapertura. La consegna urgente, entro 30 minuti lavorativi dalla richiesta prevede un supplemento di € 12,20.

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1 Per le cambiali a vista il protesto va effettuato entro 1 anno dalla data di emissione mentre per quelle a data certa entro uno dei due giorni feriali successivi alla scadenza. Per gli assegni il protesto deve essere chiesto entro la scadenza utile dello stesso termine di presentazione (8 giorni se è pagabile nello stesso Comune in cui fu emesso e 15 giorni in altro Comune della Repubblica).

Nel caso in cui si viene protestati per assegni scoperti o rimasti insoluti, la banca è tenuta a comunicare all’interessato il protesto dell’assegno stesso mediante un preavviso di revoca di firma. Dalla data di preavviso il soggetto ha a disposizione circa 60 giorni per coprire l’assegno (con “un’interesse” pari al 10% del totale dell’importo) nel caso, in cui trascorso il termine di 60 giorni, il debitore non ha saldato il proprio debito si procede alla segnalazione del suo nominativo alla Centrale di Allarme Interbancaria (CIA).

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